Nota Metodologica Score ESG
La nostra metodologia per il calcolo di ESG Dati e score
Gli Score ESG misurano l’esposizione complessiva delle entità valutate ai rischi ambientali, sociali e di governance e in particolare ai rischi climatici, combinando elementi come il rischio fisico e il rischio di transizione. Il rischio fisico include eventi acuti (es. alluvioni, tempeste) e cronici (es. aumento temperature, desertificazione), valutati per impatto su asset, produttività e resilienza nel tempo, con un approccio in parte sector‑agnostic e in parte industry‑specific. Il rischio di transizione riflette l’esposizione ai cambiamenti normativi, tecnologici e di mercato legati alla decarbonizzazione, sulla base di intensità emissiva e caratteristiche settoriali.
Gli score ESG oggetto di valutazione includono anche rischi fisici non climatici e il Natural Resource Risk (biodiversità, inquinamento, economia circolare, stress idrico), in linea con il Regolamento della Tassonomia UE e il principio DNSH. L’ESG Risk Score integra le dimensioni Environmental, Social e Governance per valutare l’esposizione complessiva ai rischi ESG sulla base di dati pubblici e proprietari di Cerved ESG Ratings. Tali score sono solitamente utilizzati dagli istituti finanziari per l’analisi e misurazione di rischio ESG dei propri portafogli.
La metodologia di tali prodotti applica il principio di doppia materialità, combinando prospettiva di rischio finanziario (outside‑in) e di impatto (inside‑out), con un approccio che tiene conto di dati settoriali, territoriali e specifici d’impresa, garantendo coerenza, comparabilità e rappresentazione degli effetti economici e degli impatti su ambiente e stakeholder.
Cerved ESG Ratings fornisce anche dati ESG e in particolare i dati puntuali e stimati relativi ai consumi energetici e alle emissioni GHG (Scope 1, 2 e 3), utilizzati per valutare l’intensità emissiva e il rischio di transizione, in relazione agli impatti economico‑finanziari del processo di decarbonizzazione. Le emissioni sono espresse in CO₂ equivalente (CO₂e) e distinguono tra fonti dirette (Scope 1) e indirette lungo la catena del valore (Scope 2 e Scope 3).
I dati possono essere puntuali, quando derivano da disclosure aziendali (es. GRI, ESRS), o stimati attraverso metodologie basate su fonti pubbliche (Eurostat, ISPRA, ETS). Le stime si fondano su indicatori di intensità emissiva settoriale, ricalibrati sui ricavi e affinati tramite confronti con benchmark di settore.
Di seguito sono riportate le scale di valutazione di ciascun rischio.
Il Climate Change Risk misura l’esposizione complessiva della singola entità valutata ai rischi legati al cambiamento climatico, come definiti da BCE, mediante una valutazione aggregata del rischio di transizione e del rischio fisico climatico. Lo score è espresso su una scala a 5 classi a rischiosità crescente (0 = rischio molto basso; 4 = rischio molto alto), il cui significato è riportato nella tabella che segue.
Climate Change Risk
Lo Score di Rischio Fisico Climatico misura l’esposizione dell’impresa agli impatti finanziari derivanti dal cambiamento climatico, in linea con le definizioni adottate dalla BCE. La metodologia distingue tra rischi acuti, legati a eventi estremi con effetti immediati sugli asset e sull’operatività (es. alluvioni, tempeste), e rischi cronici, connessi a cambiamenti graduali e strutturali (es. aumento delle temperature, innalzamento del livello del mare).
L’approccio considera la diversa natura temporale e l’impatto sulla vulnerabilità aziendale: i rischi acuti per la loro capacità di generare shock improvvisi e danni diretti, e i rischi cronici per gli effetti progressivi e cumulativi sul valore degli asset, sulla disponibilità di risorse e sulla continuità operativa nel lungo periodo. Lo score è espresso su una scala a 5 classi a rischiosità crescente (0 = rischio molto basso; 4 = rischio molto alto), il cui significato è riportato nella tabella che segue.
Physical Risk
Lo Score Rischio di Transizione misura l’esposizione dell’impresa ai rischi ESG in relazione alla transizione ad un’economia a basse intensità di emissioni. L’approccio metodologico di calcolo si basa su classificazioni tassonomiche dei codici di attività produttiva, sull’intensità di emissioni GHG e su stime degli impatti di mercato o normativi. Lo score è espresso su una scala a 5 classi a rischiosità crescente (0 = rischio molto basso; 4 = rischio molto alto), il cui significato è riportato nella tabella che segue.
Transition Risk
Lo Score Rischio Risorse Naturali misura l’esposizione di un’entità valutata ai rischi ambientali come definiti dal Regolamento EU della Tassonomia sulle attività economiche sostenibili, diversi dai rischi connessi agli obiettivi climatici di adattamento e mitigazione. Lo Score Rischio Risorse Naturali è composto dai seguenti rischi:
La valutazione prevede un approccio metodologico in linea con il principio del “Do No Significant Harm” [DNSH -Per i principi DNSH principle vedi “ANNEX 2 - Commission delegated regulation supplementing EU Taxonomy (2021-07)” in “EU Commission delegated regulation 2021/2139”] , richiamato nei principi della Tassonomia. Lo score è espresso su una scala a 5 classi a rischiosità crescente (0 = rischio molto basso; 4 = rischio molto alto), il cui significato è riportato nella tabella che segue.
Natural Resource Risk
L’ESG Risk Score (Environmental, Social e Governance) misura l’esposizione ai rischi ambientali, ai rischi sociali e ai rischi di governance che possono avere impatto sull’entità valutata. Lo score è espresso su una scala a 5 classi a rischiosità crescente (0 = rischio molto basso; 4 = rischio molto alto), il cui significato è riportato nella tabella che segue.
L’ESG Risk Score è costituito dalle seguenti componenti:
ESG Risk
Nota Metodologica Score ESG
© 2026 Cerved ESG Ratings S.r.l.
Corso Italia 19 - 20121 - Milano - Tel. +39 02 77541, Capitale Sociale: € 10.000,00 - R.E.A. 2807189 -C.F. e P.I. 14792220965 - P.I. Gruppo IT12022630961, Società diretta e coordinata da Cerved Group S.p.A.